Step by step – Mc 8,22-26

Step by step – Mc 8,22-26

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo.
Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano».
Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».

L’uomo, scrive C.S. Lewis, è un essere “anfibio”. Benché abbia un desiderio eterno nel cuore, tuttavia vive nel tempo; per questo è soggetto alla “legge dell’ondulazione”. Scrive una cosa simile, ma con parole più precise e auliche, Giovanni Paolo II: “l’uomo, chiamato a vivere responsabilmente il disegno sapiente e amoroso di Dio, è un essere storico, che si costruisce giorno per giorno, con le sue numerose libere scelte: per questo egli conosce ama e compie il bene morale secondo tappe di crescita”. Scrivetela come volete, ma la morale è sempre quella: cresciamo a gradini, step-by-step.

Il nostro cammino verso l’umanità che desideriamo e sogniamo è fatto di fatica quotidiana, di errori, di strade sbagliate, di sviste, di passi in avanti, di piccole o grandi cadute… Così il miracolo di oggi di Gesù non è semplicemente un cieco che ci vede di nuovo, ma un Dio eterno che comprende i passi dell’uomo.

E’ solo attaccandoci a una misericordia stabile per sempre che il nostro ondeggiare quotidiano può divenire sostenibile. Altrimenti, senza il Compagno fidato al nostro fianco, senza il Maestro che ci indica la strada, il nostro non è più un pellegrinaggio, ma un vagabondare angoscioso e terribile.

Passo dopo passo, nel cuore di Dio, il cammino si spiega di fronte a noi.

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