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Vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva. Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».
“Ti seguirò”, dice uno scriba a Gesù; “seguimi”, dice Gesù a un discepolo. Entrambi avevano sperimentato a Cafarnao qualcosa si nuovo: Gesù si fa carico della vita di chi è bloccato, steso a terra dalla propria fatica di vivere. L’esperienza del seguire, dell’andare dietro, è di tutti. Anche da adulti, per quanto vogliamo essere autonomi, abbiamo bisogno di “andare dietro” a qualcuno, non solo a sogni, progetti, passioni. Per qualcuno ci “spostiamo”, ci muoviamo. La vita del credente è una vita in movimento. Gesù ha pensato e realizzato così la sua vita. Ordina di “passare all’altra riva”, non solo del lago, ma anche nell’impostazione della vita. Allo scriba, abituato a “imparare” per poi essere maestro ricorda che il “seguire” implica un uscire dalle proprie “tane” e “nidi”, dai luoghi caldi, costruiti con le proprie mani che danno riparo, per mettere la propria sicurezza nelle mani del Padre. Al discepolo che riconosce Gesù come “Signore” chiede di capire chi è davvero il “signore” della sua vita, chi conquista la sua vita. Gesù non è contro gli affetti, chiede che come discepolo io mi lasci conquistare da lui. La sequela, da discepolo, che sento importante per la mia vita, non è mai così scontata, come spesso si lascia intendere. Chiede di “passare all’altra riva” ogni giorno. Comporta la paura e il rischio di lasciare i propri luoghi certi. Provoca a chiedermi chi e cosa conquista la mia vita. La sequela, anche di Colui che vedo o percepisco come “salvatore” della mia vita, non è scontata. Mai e per nessuno. È il mio desiderio di “seguire dovunque” che metto nelle mani di chi mi chiama: desiderio e fatica compongono la mia sequela. Aiutami a camminare dietro di te. |