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Giunto all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?». A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque. I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.
“Lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio”… è sempre incomprensibile il rifiuto di ciò o di qualcuno che “libera”. Eppure avviene. Avviene quando un gesto di liberazione non è voluto o cercato, gratuito. Avviene quando non percepisco il mio bisogno di essere liberato. A volte vivo su “equilibri precari”, dove anche il “male”, la non libertà, fa parte dell’equilibrio. Spostare qualcosa, cambiare un fattore della mia vita sembra rendere tutto instabile. E allora meglio restare così come si è. In fondo che cos’è un po’ di male, se tutto, della mia vita, si regge? Che senso ha cambiare ciò che va avanti da tanto? Immagino così la scena che il vangelo mi propone. Due matti furiosi ormai fanno parte del territorio. Basta saperlo e non passare da quella parte, su quella strada. Conosco le parti “morte” della mia vita… le evito e tutto va avanti come sempre… Il Vangelo non è così: Gesù “passa per la strada” impraticabile per chiunque, incontra chi “esce dai sepolcri” e libera. Gesù “vuole” la libertà dell’uomo: da ciò che lo possiede e lo tiene isolato, come morto. Questo però cambia le carte in tavola. Provoca un altro gioco, tutto fondato sulla novità. Una novità che modifica il contesto in cui si vive. “Tutta la città” che “esce incontro” a Gesù trova il proprio “territorio” cambiato: “quella strada è percorribile”, il pascolo è vuoto. La presenza accolta di Gesù e del suo Vangelo nella mia vita mi cambia, destabilizza le mie sicurezze, fondate anche sull’evitare certe strade, certe persone, certe situazioni che provocano sofferenza, così che tutto sembra funzionare. Il Vangelo mi riporta nella vita, mi aiuta a passare anche lì dove preferisco non andare, a prendere in mano la mia situazione e non temerla. Perché desiderio di Gesù, che passa nella mia vita è rendermi libero, nuovamente vivo… Non mi è facile rischiare la novità. Aiutami a tenerti nel mio territorio, tu che lo fai nuovo… |