Non più idoli, ma certezze – Mt 7,21.24-27
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Troppo spesso affidiamo la nostra vita a degli idoli perché ci indichino la strada verso la felicità. Essi non sono soltanto personaggi del mondo dello spettacolo, ma qualunque cosa, tangibile o meno, che assicuri anche solo un brevissimo istante di piacere, di sollievo dagli affanni quotidiani.
Eppure, come suggerisce la stessa etimologia del termine, idolo deriva dal greco eíd?lon e significa “figura, immagine”, ma anche “fantasma”. Aggrapparsi agli idoli quando tutto crolla, quando si è smarrita la retta via, equivale dunque a credere in un qualcosa di inconsistente ed effimero, a costruire la propria casa sulla sabbia, come direbbe Gesù.
In questo Tempo di Avvento, lasciamo che Cristo venga a scardinare le certezze che ci siamo creati e sulle quali abbiamo edificato la nostra esistenza, affinché Egli abiti in noi e faccia crescere nei nostri cuori il desiderio di ascoltare e, soprattutto, mettere in pratica la Sua Parola. Una Parola che, se accolta, renderà salda la nostra vita e ci condurrà verso l’autentica felicità.



