Lo voglio! – Mt 8,1-4
Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.
Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.
Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».
Tra i tanti dettagli del breve incontro di Gesù con l’uomo lebbroso mi piace l’imperativo del Maestro, il suo perentorio: «Lo voglio!». Conoscere la volontà di Dio, infatti, è una delle grandi questioni che agitano il cuore dell’uomo religioso, esposto ai “venti avversi” e alle contraddizioni della vita che strada facendo portano a dubitare della bontà di Dio e talvolta del senso dell’esistenza.
Quando nella preghiera del Padre Nostro ripetiamo la frase «sia fatta la tua volontà» a cosa dovremmo pensare? Questo «lo voglio!» offre una indicazione chiara per tentare una risposta: Dio vuole che ogni figlio ferito venga risanato, riconosca il bene che lo custodisce e scopra il senso dell’esistenza in quell’amore che non ha temuto di raggiungerlo nel suo sofferto esilio per restituirlo alla vita.
Questo accade – per tante vie – attraverso l’incontro con Gesù, che la fede cristiana confessa come colui che è passato tra noi «beneficando e sanando tutti coloro che erano prigionieri del Maligno» (At 10,38). Al suo passaggio è ancora possibile aprire il cuore. Basta anche una fede piccola – «Signore, so che tu puoi purificarmi» – per fare esperienza di essere toccati, guariti e rimessi sulla via.



