Lo stile dell’annuncio – Lc 9,1-6

Lo stile dell’annuncio – Lc 9,1-6

In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».
Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.

In questi giorni nella mia parrocchia stiamo vivendo una missione al popolo: una trentina di frati, suore e laici sono venuti da vari angoli d’Italia per incontrarci, condividere con noi le giornate e portare l’annuncio del Vangelo in tutti i possibili ambienti di vita. Un po’ la stessa esperienza dei Dodici raccontata nel Vangelo.

Forse per questo motivo il dettaglio di questo brano che oggi mi colpisce in maniera particolare è lo strumento che, in modo implicito, Gesù consegna ai suoi: non oggetti che li aiutino nel viaggio e nel sostentamento quotidiano, ma uno stile, quello dell’incontro.

I discepoli, proprio come i missionari in visita nella mia parrocchia, sono chiamati ad affidarsi all’ospitalità di chi li accoglie e – mi immagino – ad annunciare la buona notizia a partire dall’ascolto e dalla conoscenza di chi condivide con loro spazi e convivialità. Portano la Verità, ma facendola dialogare con la vita di chi incontrano, non calandola dall’alto.

La missione che, allora come oggi, Gesù continua ad affidare a ciascuno di noi consiste certamente nell’annuncio dell’amore del Padre; ma può davvero cambiare vite solo se parte dall’ascolto dell’altro, dall’incontro e dall’accoglienza delle sue gioie e dei suoi dolori.

In una relazione fraterna all’interno della quale Dio stesso si rende presente.

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