Palestra del cuore – Lc 9,7-9

Palestra del cuore – Lc 9,7-9

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

C’è da chiedersi qual è la bussola che usiamo abitualmente per muoverci dentro il caos impazzito di queste voci che drogano le nostre giornate. Si sono moltiplicate a dismisura nella nostra vita quotidiana. Ci rimangono pochissimi ritagli di silenzio e di pausa veri.

Come Erode siamo tutti raggiunti da mille voci non soltanto discordanti ma pure volutamente false, che vengono messe in circolo solamente con l’intento di rendere torbido il contesto e impedire di vederci chiaro. Le chiamano anche notizie distrattive. Servono a farti perdere la mira. E come se l’oculista al posto di metterti la lente che ti aiuta a vedere meglio ti metta quella che confonde i contorni e toglie precisione.

In un tempo in cui si moltiplicano le palestre per tonificare i muscoli abbiamo bisogno di una disciplina che distingue le voci, le vaglia, le riconosce e per uscire da una confusione che togliendoci la chiarezza ci paralizza.

Cercare di portarci nel grembo dei nostri pensieri una parola semplice del vangelo del giorno che abbia lo stesso scopo del pesce pulitore (nell’aquario) che aiuta a sgombrare la mente e il cuore da tanti pensieri inutili e tossici.

Per esempio: «E cercava di vederlo». Ripeterla spesso lungo la giornata. E lasciare che affiorino delle domande utili. Chi cerco di vedere? Verso dove sono volto? Dove si nasconde? Sto seguendo Gesù di Nazareth o a una presentazione parziale e sballata che me ne ha fatto qualcuno?

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