Buono come il pane – Gv 6,30-35

Buono come il pane – Gv 6,30-35

In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Io vado spesso, alla mattina, a prendere il pane. E’ una specie di rito, a dir la verità. Per andare là ci vorrà circa un quarto d’ora a piedi. Vedo le fabbriche che aprono, gli operai un po’ assonnati che vanno a lavoro, i genitori che partono di fretta da casa con i figli per accompagnarli a scuola. Dal fornaio – ormai amico della comunità – c’è la commessa, gentile e simpatica: si fanno due chiacchiere. In particolare ci scambiamo ricette di cucina (a dir la verità non è proprio uno scambio, perché quello che ha da imparare sono io!). Dopo aver comprato il pane, poco prima di pranzo lo si taglia (ma sarebbe più poetico spezzarlo) e poi, ovviamente, lo si mangia insieme.

Mi piace pensare che andare al “pane della vita” che è Gesù, seguendo il suo invito nel vangelo di oggi, significhi tutto questo. Significa svegliarsi e camminare, accettando il rischio – piccolo o grande – di mettersi in discussione e di fare fatica. Significa interessere relazioni, condividere, interessarsi agli altri, fratelli e sorelle nel cammino. Significa spezzare, riflettere, ragionare sulle cose, dividerle e semplificarle. Significa donare e condividere, in fraternità, accettando di essere curato e ferito, perché la preziosità della vita sta proprio in questo coraggio di consegnarsi a qualcuno.

Non so se Gesù intendeva proprio fare riferimento al mio percorso per comprare il pane al mattino. Dubito. Però, anche all’epoca, fare il pane era lavoro quotidiano, condiviso, fraterno. Questi tre termini mi piacciono molto. E, forse, sono molto urgenti per noi e per le nostre famiglie. In Gesù troviamo la forza di renderli pilastri della nostra vita, caratteristiche fondanti del percorso di crescita che ognuno di noi è chiamato a fare.

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