Peter Pan – Lc 8,19-21

Peter Pan – Lc 8,19-21

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Carne e sangue, fossero anche quelli della madre e dei fratelli di Gesù, sono sottomessi alle leggi di questo mondo, alle sue dinamiche, ai suoi ritmi, alle possibilità e ai limiti che esso presenta. La folla, una massa anonima di carne e sangue, in questo mondo può rappresentare un ostacolo all’incontro col Signore, fosse anche – ripetiamo – quello con sua madre.

Egli, però, offre a tutti e a ciascuno l’opportunità di superare questo sbarramento umano proponendoci un altro modo di imparentarsi con lui, un modo più validante di doppie eliche e cromosomi, un modo che, analogamente a quello biologico, parla di una passività originaria. Infatti le orecchie per loro natura sono tutta accoglienza. Ascolta solo l’umile, chi si pone in basso, come l’humus, la terra feconda che attende il seme, nel nostro caso della Parola, per poter giungere in alto e portare frutto. Adam, l’uomo/umanità, è fatto di adamah, la terra feconda che riceve il respiro di Dio e prende vita. Ogni volta che ci poniamo in umile ascolto della Parola, è come se stessimo portando indietro le lancette dell’universo all’istante della nostra creazione.

Il processo per imparentarsi con Gesù non si arresta però all’ascolto: al momento della passività deve seguire quello dell’attività. Non si può restare eterni discepoli, ma si è chiamati a divenire apostoli; il figlio deve diventare padre e la figlia madre. Nel mettere in pratica la parola dismettiamo l’abito del bambino, che la vita la prende, per indossare la veste dell’adulto, che la vita la dona.

Ben vengano corsi di formazione, esercizi spirituali, catechesi, ritiri, cammini e pellegrinaggi, ma che questa tappa indispensabile della nostra formazione cristiana rappresentata dall’ascolto – che mai si esaurisce – non diventi la confortevole culla dalla quale non si vuol scendere e che ci lascerebbe eterni Peter Pan, dentro e fuori la Chiesa, eterni bambini che ascoltano e non mettono in pratica.

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