Credibili e umili – Mt 23,1-12

Credibili e umili – Mt 23,1-12

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

Leggendo il vangelo di oggi mi tornano in mente le parole di Rosario Livatino, giovane magistrato ucciso dalla mafia nel 1990: «Quando moriremo nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili». Ecco, mi sembra che la prima raccomandazione di Gesù oggi sia quella di essere credibili, di vivere la coerenza tra ciò che diciamo di credere e le nostre scelte e azioni concrete nel quotidiano. Uno sforzo di autenticità che ci può ben chiedere lui, che è stato capace fino in fondo nella sua vita di fare ciò che diceva e dire ciò che faceva.

Ma la credibilità, da sola, rischia di diventare un idolo, una pretesa di perfezione che può portarci a pensare di essere migliori agli altri e a trattarli di conseguenza con superiorità.

Serve allora anche profonda umiltà: saper riconoscere che, anche se ci sforziamo, non sempre riusciamo ad essere credibili, che a volte manchiamo rispetto a ciò che sappiamo giusto e buono e che abbiamo ancora molto da crescere. Per cui non possiamo pretendere di porci come guide assolute per gli altri.

Per fortuna, Gesù continua ogni giorno ad offrirsi a noi come Maestro. E anche oggi ci invita a seguire con umiltà i suoi passi, facendoci compagni di strada gli uni degli altri, nel reciproco offrire e accettare aiuto, tutti in cammino come fratelli verso il Padre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0Shares