Voi tutti, stanchi e oppressi – Mt 11,25-30
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
L’accesso al segreto del vivere è sospeso a un atto di libertà.
Semplicemente significa che tale accesso non è il risultato di operazioni logico-razionali capaci di decodificare i misteri del Regno di Dio, inaccessibili se non per via di potenza di calcolo. Lo gnosticismo ha sempre sedotto furbescamente in quella direzione. Sotto travestimenti culturalmente raffinati, questa eresia seduce e confonde molti ancora oggi.
Il vangelo è chiaro. La perla preziosa per la quale vale la pena abbandonare tutto il resto è disponibile a chiunque la cerchi con semplicità di cuore, nell’accoglienza grata di un amabile dono. Essendo dono, si tratta solo di imparare ad accogliere, nella fiducia.
Questo modo di procedere si chiama fede. Ed è più razionale, più intelligente, più vero di ogni altra forma di conoscenza perché presuppone un autentico sapere di quanto abita nel cuore dell’uomo.
Una donna, semi-analfabeta eppure dotata di acutissima intelligenza e di straordinaria autorevolezza, è celebrata oggi con una festa a lei dedicata: santa Caterina da Siena, dottore della Chiesa, nata nel XIV secolo, morta giovane, poco più che trentenne, figura che ha saputo incarnare il brano del vangelo di Matteo che oggi si legge nelle chiese d’Italia e d’Europa (e non solo), Terre sulle quali Caterina è stata innalzata al rango di Patrona.



