Andare oltre – Lc 9,57-62

Andare oltre – Lc 9,57-62

In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Gesù sembra essersi alzato di cattivo umore! Si comporta in modo stranamente duro con questi tre uomini che incontra lungo il suo cammino: smorza l’entusiasmo del primo, mettendogli davanti le difficoltà pratiche della sequela; e agli altri due chiede un taglio netto con la propria origine e i propri cari. Se prendiamo alla lettera le sue parole, seguirlo sembra molto, troppo difficile, persino disumanizzante!

Ci deve essere qualcosa di più che vuole dirci.

Mi viene da pensare che forse questi versetti possano essere letti tenendone a mente altri dello stesso vangelo di Luca: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà» (Lc 18,29-30).

Credo allora che il brano di oggi tracci una via di libertà: Gesù ci invita a lasciare andare le nostre certezze, le cose materiali a cui ci appoggiamo, il passato su cui ci siamo costruiti e la rete di relazioni che è la nostra comfort zone; non perché tutto questo sia sbagliato, ma perché, se è la calda copertina di Linus a cui ci attacchiamo, rischia di trasformarsi in una gabbia dorata che in realtà ci imprigiona e ci impedisce di seguire Gesù sulla strada lungo cui desidera condurci alla vita piena.

Oltre c’è tanto altro, ci sono contesti, situazioni e persone che attendono di essere raggiunti, sfide che attendono di essere affrontate. Se accettiamo di andare incontro a questo “oltre”, lì troveremo Dio, e anche il nostro “io” più bello.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0Shares