Spirito e perdono – Lc 12,8-12

Spirito e perdono – Lc 12,8-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

Ma che cos’è la bestemmia contro lo Spirito Santo? Perché non può essere perdonata? In fondo, Dio è perdono e Dio può tutto; ergo, Dio può perdonare tutto. Verissimo, però c’è un altro attore in questo sillogismo: la libertà della persona umana.

La bestemmia contro lo Spirito significa non credere alla forza d’amore di Dio, che, come diceva sant’Agostino, è appunto il suo Spirito. Se non crediamo che Dio può sempre perdonarci, allora il suo perdono non viene percepito, “non si attacca” al nostro cuore.

Sta qui la differenza tra Giuda e Pietro. Dopo aver rinnegato Gesù (ed entrambi lo fanno, ognuno a suo modo), uno dei due si considera – a fatica – perdonabile. L’altro, Giuda, pensa che ciò che ha fatto non possa essere perdonato. Non considera l’amore di Dio più grande del proprio peccato.

Quanto è importante, invece, la “confidenza”, strana virtù che p. Dehon continuava a raccomandare ai suoi confratelli. Significa rialzarsi dopo ogni caduta, non supponendo una forza (che non abbiamo), ma confidando – appunto – nell’amore gratuito di Dio, che ci risolleva sempre.

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