Vita quotidiana – Lc 13,18-21

Vita quotidiana – Lc 13,18-21

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

La creazione, il racconto che apre la Bibbia e che è un capolavoro sotto diversi punti di vista, vede l’impegno di Dio creatore in primo piano. Dio non può che essere solo a dar vita alle cose fin quando arriva il momento dell’uomo e della donna. Il Creatore porta a termine la sua opera ed entra nel riposo del sabato, altro passaggio di inarrivabile genialità.

Da qui in avanti Dio creatore, per sua scelta, non vorrà fare altro senza che con lui vi siano l’uomo e la donna. È così anche nel vangelo di oggi che l’evangelista Luca ci propone. Il regno di Dio è un uomo che semina un piccolissimo seme che diventa un grande albero. Il regno di Dio è una donna che impasta farina e lievito per fare il pane.

Scene di vita quotidiana, perché lì è nascosto il regno di Dio, dentro l’ordinario nostro tempo feriale. Nulla più senza il contributo decisivo di donna e uomo nel progetto della creazione del mondo, per volontà divina.

Accettiamo, dunque, questo invito che ogni giorno ci viene fatto, quello di essere creatori del mondo non per magia, ma per libertà in esercizio, insieme a Dio. Creare è generare libertà. Il contrario è volere impossessarci di ciò che nella realtà è già nostro, attitudine che rende schiavi.

Amare il mondo, ogni giorno, e darsi da fare nel quotidiano prezioso tempo, per renderlo più bello, per tutti, riconoscenti, grati e innamorati.

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