Quale pace? – Gv 14,27-31a
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi». Nel contesto storico in cui ci troviamo a vivere, non è banale chiederci qual è la pace che viene da Dio.
Silvano Fausti scriveva che non è la semplice assenza di conflitti; non è indifferenza insensibile davanti ai problemi; e neppure la pace che deriva dal compromesso col male. “La pace vera, la pace di Gesù è quella che passa attraverso la croce, la forza di un amore più forte della morte”.
È la pace che nasce dalla fiducia di non essere soli ad affrontare le difficoltà che la vita ci fa incontrare e di non dover portare il peso del mondo sulle nostre spalle, perché sulla croce di Gesù “si è spenta la cattiveria, l’odio, la divisione e l’ingiustizia”, Dio ha donato se stesso per amore di ciascuno di noi e resta al nostro fianco in ogni nostro passo.
Come un buon genitore, che non si sostituisce ai propri figli nell’affrontare le fatiche – se lo facesse impedirebbe loro di crescere e di far fiorire le loro capacità e potenzialità – però al tempo stesso non li abbandona, ma cammina accanto a loro, pronto ad incoraggiarli e sorreggerli.
Se crediamo nel profondo del cuore di essere custoditi da questo Padre, possiamo assaporare la sua pace, e scoprirci capaci di non farci travolgere da turbamenti e timori.



